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Poor-Traits

L’ATTORE-REGISTA

POOR-TRAITS

L'ATTORE-REGISTA

La partita. Mi distraggo sui riflessi dei finestrini. Le luci della città sembrano flash di paparazzi ingrassati dagli anni. Quelli d’oro. I favolosi ‘60. I rivoluzionari ‘70. Gli ‘80 con le sue improbabili cotonature e couturiers. Sembrano deserti i minuti che ci separano all’arrivo. Tamponamenti a catena allo stomaco, sempre più accartocciato nell’attesa. Oggi vorrei fare gol, lo desidero tanto. Chissà.
Credo a mio padre quando dice che nel calcio e nel mio ruolo, non conta segnare. Un centrocampista deve SOLO fare “girare la squadra”, deve fare il suo dovere. Solo. D’accordo. Sarebbe bello però, che girasse anche per me. Che entrasse.
L’attesa. I riflessi del finestrino. I tamponamenti a catena. E mio padre che mi guarda dallo specchietto retrovisore. Lui che il calcio l’ha conosciuto quando ancora il libero era un ruolo rispettabilissimo. Pena le caviglie. Che ne sa lui della voglia che ho? Lui, che di gol non ne ha fatti mai. Che si perde nel riverbero del mio sguardo, smarrito anch’esso tra i miei miraggi. Lui che è solo spettatore ed io l’attore-regista.

Copyright 2020 - Luca Giuliani