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Odi(s)Sea

TRE DITA

Odi(s)Sea

TRE DITA

Le tre dita della mano stringevano forte la mia. Mi amava così tanto che sembrava non le avesse lasciate sul banco da lavoro in segheria...le grandi assenti. Così forte da essere convinto fosse normale per un padre avere tanta vitalità nelle dita. Talmente forte da non piangere ciò che fisicamente non c’era. Ora che ti sei dissolto lassù, ho capito che quella potenza non era meccanica ma metafisica (ironia della sorte con mezza mano...). Si trattava d’Amore.
Stupore per le cose e per il cuore...
I tuoi incredibili racconti generosi e colorati di comicità. La complicità e l’empatia. Lo sguardo severo senza tante parole quando lo meritavo. Adesso che sta a me, l’eredità è pesante e al contempo leggera. Perché l’ultima lezione che mi hai dato è il senso verticale. È che in qualche modo ci si deve fidare & affidare. È che se si dispensa non si deve aver paura di cadere. Perché un giorno anche io mi risolverò. Trasparirò poco a poco. Allora di me resterà il ricordo di quando vi portavo a guardare il cielo. Un mare al contrario dove le stelle sono ferite aperte di luce divina. Mi chiamo Luca, due creature. Una mi cercherà con un razzo spaziale, l’altra proverà a raggiungermi calciando il pallone più in alto che può, o scriverà una poesia. Ma ora, godiamoci la luna e stringiamoci la mano. Basta un mignolo per fare grandi cose e mescolare la pancia a dovere.

Copyright 2020 - Luca Giuliani